Mentre mi chiedo cosa diavolo ci faccia lo spettro scarnificato di Diderot nel mio salotto in questo gelido pomeriggio di febbraio, ecco che il mio quantomeno bislacco interlocutore prende parola, domandandomi che fine abbiano fatto nei nostri caotici tempi "terzomillenari" la sua vetusta teoria dei rapporti della percezione dell'oggetto artistico. Provo a svicolare la domanda offrendo a Diderot una tartina burro e acciughe, ma lui risponde: "Se ai barbari non piacerà la complessità delle nostre melodie e noi non gradiremo l'eccessiva semplicità delle melodie dei barbari, quanti biglietti finiranno per essere rimborsati?". Capisco allora che il saggio e defunto francese non smetterà di far puzzare la sua carcassa nel mio salotto finché non avrò trovato una risposta convincente per la sua questione. Il problema è che questa risposta io non ce l'ho. "Il novecento ha fatto a pezzi l'armonia dell'arte e i suoi rapporti indissolubili, la proporzioni tra il tutto e le sue parti e come se non bastasse oggi come oggi non si può più fumare nei locali pubblici..." continua Diderot disperato. "Ce l'hai una termocoperta? ho freddo..." conclude. Mentre sono in procinto di domandare al filosofo se è disposto ad aiutarmi a spalare la neve da davanti al garage, ecco che mi viene in mente che oggi è San Valentino. Che per me è e rimarrà sempre e unicamente quello della strage. E allora mi viene in mente un film. Chissà se lo danno in TV... l'antefatto di quella pellicola prende proprio spunto dalla celeberrima strage commissionata da Al Capone ai tempi del proibizionismo... Forse La7... Accendo la TV e comincio a vagare pigramente tra i canali, capendo ben presto che la mia ricerca sarà vana. "Sai che cos'è un film?" domando distrattamente a Diderot. "Oh, certo!" risponde. "E' quella cosa in cui lui a un certo punto dice a lei: ti farei un vestitino di saliva... giusto?" Mentre mi rassegno all'idea che l'unica pellicola visionata dall'illustre francese nel corso della sua "morte" sia "Coraggio... fatti ammazzare..." di Clint Eastwood, ecco che mi ritrovo davanti al computer a tentare di trovare il film di "San Valentino" in streaming. Anche qui niente da fare, che da quando hanno dato quindici anni a quello di Megavideo non c'è più un cazzo da ridere.
Maledizione, quel film sì che darebbe un'idea di "rapporti tra le parti" a questo maledetto rompicoglioni. Ha una sceneggiatura fuori dalla grazia del signore, fin troppo perfetta, tanto limata da essere quasi odiosa: è armonia allo stato puro, è riconciliazione con la finzione, un metronomo a ventiquattro fotogrammi al secondo! Se trovassi il dannato film potrei lasciare Diderot a guardarlo nel mio salotto e, che ne so, andare a bermi un veloce aperitivo in paese. Avevo il VHS, ma credo di averlo buttato... si, l'ho buttato sicuramente.
Niente da fare.
Non ho idee alternative.
Diderot è sul divano, che per colpa delle sue membra macilente adesso è completamente imbrattato di sangue. "Maledetto cadavere!" esclamo ormai spazientito!
"Non te la prendere..." mi risponde lui. "D'altronde... Nessuno è perfetto!"
Rimango basito.
Che mi stia prendendo per il culo, questo maledetto francese?



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