martedì 21 febbraio 2012

[recensione] The Iron Lady


La tragedia di un film ridicolo

Diciamolo subito: The Iron Lady è un film tremendo. Tremendo su diversi versanti, i più importanti e subordinanti, i più facilmente elencabili: regia, sceneggiatura, soggetto e attori. Pensate che questo sintetico elenco non sia esaustivo? Provate allora a chiedere... Come dite, scenografia e montaggio? Entrambi da vomito. Potreste continuare a domandare per ore, ma vi avverto: FINIRESTE AI SUCCHI GASTRICI.



Menzione speciale per la voce “attori”: è inspiegabile come abbia fatto, ad esempio, la sempre ottima Meryl Streep (stavolta “cofanata”) a sfornare un'interpretazione così sfacciatamente di maniera e stucchevole (fra l'altro inspiegabilmente candidata all'Oscar).

Ndg [Nota di Gratta]: me li immagino quelli degli oscar... "Meryl Streep ha fatto un film quest'anno?" "Pare di si, una biografia..." "L'hai visto?" "No" "Nomination...?" "Massì..."

Gli altri interpreti, poi, sembrano assecondare la linea recitativa dettata della diva, cercando di calcare in senso spettacolare anche il gesto più banale (e fa specie pensare al grande Jim Broadbent in quest'ottica). Questo per dire degli attori. Veniamo alla regia.

Phyllida Lloyd (la regista anche di Mamma Mia, per intenderci) sembra non avere la minima idea di come muovere la macchina da presa in senso cinematografico. La sua sembra più una pessima regia televisiva, intesa come messa in scena basata su semplici effetti di spettacolarizzazione del gesto inutile. Ogni movimento è fine a se stesso, privo di qualsiasi connessione/significazione con l'evento narrato. Lo spettatore, vittima delle vertigini, può solo constatare che la sobrietà non è di casa. Il peggio, però, lo offrono soggetto e sceneggiatura. Il primo, volendo stare in equilibrio tra vita privata e vita pubblica della Tatcher, non riesce ad approfondire nessuno dei due aspetti. La seconda riesce a ridicolizzare il tutto, con dialoghi alquanto banali e situazioni involontariamente comiche (una per tutte, la reazione del marito all'attentato a Brighton: in una delle sequenze che gli autori vorrebbero più drammatiche, per lo spettatore è difficile non ridere).

In conclusione, ci tengo a ribadire una cosa: The Iron Lady è un film tremendo. Mamma mia se lo è!

Voto: *
                                                                                                                                                       D.M.

Ndg [nota di Gratta, più invasivo e inutile del solito]: Ma quanto è bello il concept del poster? Il fatto che ritragga la Tatcher ne devasta la forza, ma se lo avessero usato per Wall Street (il primo) con Gekko e lo skyline di Manhattan oppure, sempre con il succitato sfondo, per il Christian Bale di American Psycho, lo giuro, lo avrei appeso in camera. 

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